Martin Sharp e il suo bagaglio.

Ve lo ricordate questo?

fonte: concertpostergallery.com

Seppur non lo sapeste, per via dei colori e dello stile anni ’60 vi verrà in mente che la persona ritratta nel mezzo del quadro è un chitarrista. Un chitarrista che con il suo stile di musica e canzoni, ha rivoluzionato per sempre quegli anni magici in cui il motto che sentivi più spesso era “peace and love”.

Jimi Hendrix è il protagonista del quadro.

E quest’altro?

fonte: tumblr.com

Vedendolo da vicino, il rosso e l’arancione danno un grande sprint al quadro, sì. Come se voglia uscire e raggiungerci con la sua “energia positiva”. Sempre dagli anni ‘ 60 il quadro riflette cambiamento, felicità, benessere.

Purtroppo per noi questo genere di arte non è più accessibile, sia perché ora si punta ad un altro genere di arte, la contemporanea, minimalista, epoca in cui la fotografia ha la meglio. Ma anche perché copertine del genere hanno smesso di essere importanti.

Forse vi creerà una sorta di dispiacere sapere che il creatore di questi bellissimi quadri è morto qualche giorno fa, l’artista Martin Sharp. Però, tra i suoi lasciti, ci ha donato grandi emozioni con tutti i suoi lavori. Ha cambiato il mondo della musica con il suo stile. Ha segnato la vita dei nostri genitori, ed anche di qualcuno un po’ più giovane. Provate a chiedere a qualche vostro parente se in giro non ha mai visto quadri del genere.

Ecco, ad esempio questa:

fonte: web

Il pittore, soprannominato “psichedelico” ha fatto sì che nelle copertine che creava per gli album musicali, anche se all’inizio appaiono  un tantino “no sense”, possano essere apprezzati non solo da chi ha nostalgia di quegli anni. Ma anche da chi si sarebbe “innamorato” della musica speciale di Jimi Hendrix, delle melodie suadenti di Eric Clapton, di cui scrisse i testi. E anche dei Cream, Senza contare la copertina del magazine “Oz”, giornale satirico, con cui fondò con Richard Neville e Richard Walsh.

fonte: kweeper.com

Con lui sicuramente è morta un pezzo d’arte, un pezzo di rivoluzione che tutti ricorderanno anche nelle copertine dei Cream. Usando anche i colori caldi di Van Gogh, (uno dei suoi artisti preferiti), o tra gli altri da cui ha tratto ispirazione, De Chirico e la sua pittura metafisica, o la pittura orientale di Hokusai, lo influenzarono a tal punto, che riusciva a “gettarli” nel suo mixer mentale, creando montaggi abbaglianti, a metà fra le gallerie d’arte e i fumetti.

Ma non dimentichiamoci ciò che ha voluto ispirare con i suoi quadri: la sua cultura pop – rock dell’epoca, può essere ancora nostra. Presa come esempio, possiamo anche noi aspirare a disegnare quadri pieni di significato. Per dar valore non solo alla musica che ascoltiamo, che ci rendiamo conto essere diventata troppo commerciale, ma anche a ciò per cui vale la pena lottare. All’epoca si lottava solo per la libertà del proprio modo d’essere e manifestare per qualunque motivo ne valga la pena, oggi può essere la libertà ad aspirare a qualcosa di meglio.

Vi lascio con un po’ di suoi quadri:

fonte: web

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Anna

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