[RECENSIONE] The Dead – “GENTE DI DUBLINO”

fonte: web
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The Dead – Gente di Dublino è un film del 1987 diretto da John Huston, tratto dall’ultimo racconto di James Joyce, The Dead, contenuto nella raccolta Gente di Dublino.

Il film inquadra lo scenario di una cena tra amici a Dublino, il giorno dell’Epifania del 1904. Come da tradizione, nel periodo natalizio le due sorelle nubili Kate e Julie Morkan, organizzano, nella loro casa di Usher’s Island, una serata per riunire amici e parenti. Lì, una piacevole cenetta ha luogo, tra canzonette, aneddoti, poesie e tutti sono soddisfatti della festa. Ma al finire della serata, quando il nipote delle due zie, Gabriel con la moglie Gretta tornano in albergo, lei renderà la serata superficiale e vuota che hanno passato, in qualcosa di più sentito e profondo. Lì, darà al marito spunto di riflessione.

L’introspezione è la morale finale del film, che vi consiglio di vedervi se vi piace lo stile di Joyce in quanto concentrato sopratutto la caduta dei valori morali. Questo racconto ha il potere di inquadrare perfettamente la tematica che il poeta soleva sottolineare nelle sue opere, secondo cui tutta la gente di Dublino è “spiritualmente debole”, ha paura degli altri abitanti e sono in qualche modo schiavi della loro cultura, della loro vita familiare e politica. Ma sopratutto in questo racconto, è stato possibile sottolineare questo genere di paralisi  cui la gente subisce senza potervi rimediare, quindi cercando la fuga dalla situazione senza però riuscirci.

E ciò che mi porta a dire quanto il film sia magnifico è proprio il modo eccezionale in cui sia stato inquadrato questo concetto. Curato sotto ogni aspetto, sopratutto gli attori meritano un elogio speciale, in quanto, a mio parere, hanno svolto un ottimo lavoro, specie i personaggi principali, scelti apposta da un cast d’attori teatrali irlandesi.

John Huston ha voluto dedicare questo suo ultimo capolavoro a due delle sue passioni: alla sua amata Irlanda e alla letteratura di James Joyce. Ricordarcelo per questo suo ultimo portento è davvero diminuitivo. In quanto dopo Il tesoro della Sierra Madre (1948)Giungla d’asfalto (1950) e La Regina d’Africa (1952), questo lungometraggio potrebbe benissimo essere un cammeo alla sua brillante carriera. Una chicca da sapere è che Hudson ha diretto questo film su una sedia a rotelle, ad ottant’anni, con i tubi dell’ossigeno al naso, costretto a far uso del respiratore per un enfisema polmonare.  Eppure ha saputo seguire e dirigere gli attori su un monitor al di fuori del set e utilizzare un microfono per comunicare con il cast. Dando origine al suo capolavoro, svolto in maniera armoniosa e musicale.

La meritocrazia all’epoca era molto valida, in quanto, come dimostrazione di un ottimo lavoro,Il film ha ricevuto due candidature ai Premi Oscar 1988, per la miglior sceneggiatura non originale e i migliori costumi. E Ha vinto due Independent Spirit Awards 1988, per il miglior regista e la miglior attrice non protagonista ad Anjelica Huston.

« Si, i giornali avevano ragione: la neve cadeva su tutta l’Irlanda.
Cadeva in ogni parte della buia pianura centrale, sulle nude colline, cadeva lievemente sulla torbiera di Allen e, più a ovest, sulle scure e tumultuose acque dello Shannon. >>

J. Joyce – The Dead.

 

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