La vita, è tutto un social.

fonte: web

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Ok, ora mi applico e faccio un articolo, sì sull’attualità, ma con mie considerazioni personali. I social Network.
Mi chiedo sempre più spesso dove sono finiti i bei tempi quando bastava una telefonata, e si usciva di casa per passeggiare, conviviare, discutere con qualche amico, piuttosto che conversare, taggare, chattare. Oramai non si fa altro. Eh, sì. Lo so di non essere la prima a ribadire concetti già esposti, già sviscerati. Ma come si fa a mandare ancora avanti una vita, dove la normalità sono i social?
Vuoi vedere il mio ultimo pasto?  Su instagram. Vuoi vedere dove sono stata sabato sera? Con quale amica? perchè? con quale vestito? Facebook.
I miei ultimi interessi? Pinterest. Io non li voglio vedere solamente, io li voglio toccare. Concretamente. Usciamo insieme e andiamo in libreria! andiamo a prendere un tè!
Voglio passare del tempo con la gente (quand’è possibile), cercando di parlarci a quattr’occhi. Le conversazioni vere, le cene. Cineforum, e cavoli.
Voglio affrontare tematiche ad un tavolo, con un bicchiere di vino con qualche amico, spegnendo il telefono.
Basta con Facebook, basta stare al telefono mentre si è con qualcuno. Se proprio devi far vedere alle persone cosa mangi, fai la foto delle tue analisi. (o della tua peristalsi, dipende dai punti di vista.)

Io mi sento sempre soffocare da tutto questo. Sono stata cresciuta fin da adolescente dalle chat, da Messenger, quasi impostomi perchè gli adolescenti si sentono sempre sotto pressione dai loro coetanei, figurarsi una ragazzina qual ero. Ma mi rendo conto che è diventato sempre più raro avere rapporti NORMALI, al di fuori dei social. Perchè basare come si svolge un qualunque rapporto, d’amicizia o d’amore che sia, in base a quanti tag ricevi? Sono in molti che sento lamentarsi: “non mi ha taggato, perchè non l’ha fatto? cos’ho fatto di male?” NO! Basta, non è un indice di importanza quanti followers, tags o like ricevi. Bisogna ritenersi fortunati se dopo aver postato su Facebook: “sto male, sono triste, mi si è rotta l’unghia, ” e altre frasi di base negative, un amico/a, invece  di scriverti comodamente alla tastiera “che è? che c’è? che problema hai?!” (magari senza tanta punteggiatura, nè accenti, nè tanto meno “CH”), prende il telefono e fa una chiamata per invitarti, sempre se è possibile, a prenderti un caffè e a raccontargli che è successo.

No, no questo non è possibile, sul serio. Relazioni che vengono tirate su tramite Facebook (e non mi riferisco a rapporti CHE NASCONO da Facebook, ma proprio veri e propri fidanzamenti, tra persone che magari si son viste mezza volta… tramite skype.)  Matrimoni che finiscono per motivazioni che concernano i social. amicizie che si pesano in base a like e post. No, nonon esiste. Vi prego di scuotervi un pò la coscienza, che se ci lamentiamo tanto di quelli più piccoli di noi (o nostri coetanei) non è colpa dell’intera società. La colpa è anche nostra. Visto che nell’epoca in cui viviamo, conosciamo già un bel pò di cose, rispetto a quello che sapevano i nostri avi, su come vanno le cose nel mondo mediatico.

Questo articolo non vuol essere nulla di presuntuoso, prendetelo come spunto, come idee, come riflessione, ma del tutto personale e soprattutto come piccolo sfogo, di una 23enne arrabbiata, per via di una società che sembra essere una pallina su un piano inclinato.

Apritemi gli occhi nel caso sia troppo cinica, troppo severa, o che so io.

-Annù

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8 pensieri su “La vita, è tutto un social.

  1. ciao, piacere di conoscerti. tempo fa io scrissi un post del genere, anni fa a dire il vero. dicevo che anch’io non riuscivo a concepire di dover esser obbligata solo al virtuale e quando parlavo di questo bisogno di reale, che ho ancora tutt’oggi, mi scrivevano commenti prendendomi per folle. Io non so come facciano gli altri a vivere solo di questo, non lo so ancora e mi sento ancora una mosca bianca. ma ora sono felice che siamo in due e mi fa piacere aver letto che c’è ancora qualcuno reale in questo mondo senza speranza 🙂

  2. Grazie cmq per avermi scovata in un mezzo social, per me assai diverso, il blog.
    Come ha detto elinepal tutto, qualsiasi cosa può essere positiva o necativa a seconda di chi e come viene usata.
    Tu parli di te giovane e nata con internet. Io parlo di me che adulta ho scoperto per lavoro internet e dunque come una bambina le ho provate tutte dai messenger alle chat, poi è arrivato FB l’ho aperto, capito l’antifona, e l’ho richiuso. uso moderatamente twitter e whatsapp ma la mia unica vera passione è il blog, il mio e quello che leggo e ci trovo girando.
    Attaverso il blog ho fatto amicizie che negli anni sono diventate reali e che si sono unite a quelle che incontro settimanalmente.
    Ho avuto un amore lungo tre anni incontrato in cht e ti assicuro che ‘corteggiatori’ roma su roma non mi mancavano. La storia è finita perchè abitavamo in città lontane…
    Le cose, le persone, tutto avviene ed è speculare a come ti poni tu. Possono capitare degli inconvenienti ed è per questo che bisogna ‘stare accorti’.

    sheramoltopiacereaverticonosciutaesperoaprestociao

    • innanzitutto grazie per aver commentato 🙂 sono felice che il mio articolo stimoli opinioni.
      In ogni caso, anch’io ho avuto modo di sfruttare i lati positivi dei social. Ho incontrato persone speciali, che dopo anni e anni sento ancora. Ed è per questo che in questo articolo ne critico l’abuso, non l’uso. Fa bene usare i social come un modo come un altro per conoscere, approfondire o confrontarsi sulle opinioni. Ma non di farne una specie di misuratore di vita, se capisci cosa intendo. (più persone mettono like, più mi sento ben voluto/a dalla massa). Questa critica è rivolta a quelle persone che appunto non sanno usare nella giusta modalità questi benedetti social.
      Preferisco anche io scrivere sul blog e conoscere persone soprattutto sulla base di un opinione, come stiamo facendo io e te, piuttosto che stare su Fb.
      ti ringrazio ancora per avermi scritto 🙂 è bello veramente confrontarsi con persone come te.

      • Eccomi, sono qui in ‘pausa’ per pochi minuti.
        Ho compreso quello che intendi ma ci hai fatto caso? Il fumo nuoce gravemente, eppure moltissimi se ne fregano; Il gioca da assuefazione…idem. Tutto ma proprio tutto dipende dall’autocontrollo che ognuno di noi sa-può esercitare su se stesso.

        sheraciaoooooo

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