[RECENSIONE] Il pendolo di Foucalt – Umberto Eco

Fonte: web

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In questo articolo vi recensisco il libro che ho finalmente finito di leggere,  “Il Pendolo di Foucalt” di Umberto Eco. Con le sue meravigliose 510 pagine, si viene trasportati nella Milano d’alto borgo degli anni ’80, dove essere acculturati era di grande valore. (come d’altronde anche oggi). Ci ritroviamo il nostro curioso personaggio chiamato Casaboun, appassionato di templari e di storia, che durante il corso della sua vita s’imbatte in diverse esperienze religiose che concernano il vasto mondo dei gruppi segreti di tipo complottistico-religioso come l’Opus Dei, I massoni, I Rosa-Croce, etc.. Seppur distanziandosi quanto può da ciò che preferisce non conoscere, ossia vari riti religiosi e mistici, i suoi colleghi editori della Manuzio, Belbo e Diotallevi, “giocano” a ricostruire “il piano” dei templari per la conquista del mondo. All’inizio è tutt’un passatempo, ma s’imbattono in qualche reale fondamento, e qui arrivano i guai. Il libro è di incipit storico, ma se leggeste i capitoli in cui vi si racconta un excursus della storia dei templari, vi risolleverebbe sapere che viene raccontata come una storia semplice, e per niente complicata. La storia si sa, è appassionante, anche se noiosa. Ebbene Il premio strega 1981 con “Il Nome Della Rosa” , il Signor Eco, riesce a farci entrare in questo libro proprio come fanno i personaggi della sua trama, per puro gioco, per curiosità. E ti appassioni a lungo andare al libro, sopratutto  per come è scritto. Forse è raro trovare un linguaggio così forbito nei libri d’oggi. Permettetemi di dire che possiamo dare l’appellativo di scrittori a tutti, ma pochi lo  sono veramente.

Il romanzo è da apprezzare perchè anche dopo più di 20 anni, è stato scritto nell’ 88, risulta comunque abbastanza attuale per via dei suoi molteplici riferimenti. I capitoli, 120 in tutto, iniziano ognuno con una citazione attinente alla trama del capitolo stesso. Alla fine del libro, ti rimangono solo mille domande da rivolgere all’autore, ma anche molti pensieri, e riflessioni su ciò che è successo sul serio , oppure no.
Ultima considerazione, le location sono ben descritte, come l’altezzosa Milano, dove è ambientata gran parte della storia; il caldo Brasile, dove il protagonista trascorre parte della sua vita; e infine come la bella e complicata atmosfera di Parigi, che fa parte del finale del racconto. Ora, non per essere anche io ossessionata dalle coincidenze come i protagonisti del libro, ma ho appena scoperto che la Tour Eiffel, simbolicamente presente nella trama è stata inaugurata giusto il 31 Marzo 1889. E Umberto Eco ha finito di scrivere questo romanzo Il giorno dopo la morte di Michel Foucault (25 giugno 1984). … Vi lascio con un briciolo di curiosità, immagino. Vi invito caldamente a leggerlo.

 

 

Umberto Eco: « Sono stato costretto a leggere Il Codice Da Vinci, perché tutti mi facevano domande in proposito. Le rispondo che Dan Brown è uno dei personaggi del mio romanzo Il pendolo di Foucault, in cui si parla di gente che incomincia a credere nel ciarpame occultista.

(intervistatore) Ma sembra che lei stesso sia interessato alla cabala, all’alchimia e ad altre pratiche occulte di cui parla nel suo libro.

Umberto Eco: No, nel pendolo di Foucault ho rappresentato quel tipo di persone in maniera grottesca. Ecco perché Dan Brown è una delle mie creature. »

 

 

 

Anna.

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10 pensieri su “[RECENSIONE] Il pendolo di Foucalt – Umberto Eco

  1. Il pendolo di Foucalt penso sia l’unico romanzo di Eco che non ho letto.
    Si va da Il nome della Rosa che ho letto, riletto ed amato e L’Isola del giorno prima che è tra i pochissimi romanzi che ho lasciato a metà.
    Ok, mi hai convinto, il prossimo libro che andrò a cercare in biblioteca sarà proprio Il pendolo di Foucalt.

      • L’ho iniziato quasi 20 anni fa e l’ho abbandonato quasi subito Mi sembra parlasse di un naufrago in un isola deserta, probabilmente nella zona dove il gioco del fuso orario fa cambiare data, ma non c’ero ancora arrivato. Troppo lento per i miei gusti dell’epoca. Dovrei riprovarci, ma anche no.

  2. Pingback: [RECENSIONE] L’isola del giorno prima – Umberto Eco. |

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