[Recensione] A Serbian Film.

fonte: moviesonline.ca

fonte: moviesonline.ca

Che il cinema di oggi ci dà sempre trame trite e ritrite oramai è appurato. Che si cerchi di spaziare verso nuovi canoni e settori cinematografici, lo possiamo notare con film di tipo “splatter pornografico”, sfociando poi nel trash come August Underground abbastanza recente (2001-2007), snuff movie finto amatoriale con ben 3 sequel. Con una trama che va ben oltre la violenza che ci si presentava in Funny Games o ancor prima in Arancia Meccanica. Il film che vi vado a recensire oggi fa parte del suddetto genere. In cui violenza e sesso vanno a braccetto, accompagnate silenziosamente da ansia e inquietudine.

A Serbian Film (2010) racconta di Milos, ex porno divo molto famoso in Serbia per le sue, ehm, particolari doti, decide di girare un ultimo film e di accettare la generosa offerta del regista Vukmjr Vukmjr che lo vuole partecipe in un film, che dichiare essere “nuova frontiera dell’arte e del porno“. Evitando di specificare, però, cosa il protagonista dovesse fare, ma a lavoro concluso, sarebbe stato pagato fior fior di soldoni. Così, persuaso dalla immane somma di denaro, Milos accetta per il puro scopo di prendersi cura di sua moglie Marja e suo figlio Petar. Tuttavia, già dai primi ciak, il ritrovato porno divo nota qualcosa che lo porta a dubitare sulla trama del movie, come una patina superficiale o una sensazione sgradevole in cui si mescola violenza e pedopornografia. Proseguendo nei ciak, Milos si accorge sempre più che la trama non è quella che esattamente si aspettava e si tira indietro dopo esser stato costretto a picchiare una delle protagoniste femminili del film. Anzi, lui PENSA d’essersi tirato indietro, ma si sveglia la mattina dopo, molto confuso e con una serie di Flashback inspiegabili…. Al termine, ci sarà un finale che è la definizione stessa della disperazione.
Per fortuna gli attori, purtroppo non molto conosciuti, hanno saputo interpretare molto bene il ruolo così difficile che gli si è prospettato davanti. Dove tensione e paura, devono essere le linee guida del personaggio di un drama movie  , cercando di creare il giusto pathos, pur di coinvolgere lo spettatore, trasmettendogli ansia, difficoltà et angoscia. E non stiamo parlando di film drammatici a livello ITALIA. (esempio NON TI MUOVERE). Un apprezzamento va anche alla tecnica usata dal regista, giocando con i colori scuri, ricreando atmosfere dark e un pò goth, che alle volte ti portano anche a chiedere :” MA CHE DIAVOLO STA SUCCEDENDO?” poi vedi l’adolescente vestita come Alice nel paese delle meraviglie con un pavimento a scacchi bianco e nero, che in penombra ride del disagio del protagonista e allora smetti di chiedertelo. Ma anche questo dettaglio a contribuito all’obiettivo del regista, e cioè quello di smuovere al di là dello schermo, con malessere e un pò di disgusto. Forse è anche per questo che non è stato esattamente apprezzato.

Il lungometraggio è stato presentato al Festival di Cannes del 2010, accolto fra le numerose critiche è stato il primo (e forse ultimo) film del regista Srđan Spasojević. Il regista, per difendersi dalle accuse, ha asserito che la pellicola non è altro che una metafora, contro il governo Serbo, che porta le persone a fare quello che non vogliono fare, per l’unico vero Dio della nazione: il denaro. Per chi volesse un ripasso di storia è una repubblica socialista che negli ultimi 50 anni è passata sotto diverse tirannie e monarchie a partire dall’essere lo stato fantoccio di Hitler, allo smembramento della Repubblica Federale di Jugoslavia nel ’92 e divenendo una “VERA” Repubblica solo nel 2006. In Serbia, quasi in risposta al modo inusuale del regista di voler fare satira creando soprattutto scompiglio, è stato  indagato dallo stato per “Reati contro la morale comune.”
Il lungometraggio è stato bandito nell’Europa Occidentale (Spagna, Portogallo, Francia, Norvegia,) e in paesi orientali, come Malesia, e Singapore, in Australia, Nuova Zelanda, è stato censurato completamente e tagliato di circa 19 minuti al montaggio negli Stati Uniti. In Italia non è mai stato doppiato, è disponibile in lingua originale sub ita sul web.

Segnalato soprattutto per le “esagerate” scene di violenza, necrofilia, stupri e abusi sessuali su minori, senza contare l’incitamento al sesso di tipo violento, il movie in questione viene ciononostante apprezzato da chi è oramai seccato e stufo dei soliti thriller psicologici in cui la sgallettata di turno grida e scappa dal solito protagonista maschile socio-fobico che si diverte a violentarla o a picchiarla (o tutt’e due insieme) . Qui sfondiamo completamente il genere thriller e horror, andando in settori del cinema definiti trash, in cui si ritrae la morte di una persona. E’ un film che va contro tutto ciò che la morale collettiva ci vieta, e non è adatto agli iper sensibili, ma a pensarci bene neanche a quelli con lo stomaco forte.

Altre recensioni vi diranno che questo film è terribile, aberrante . Altre vi diranno che “è l’horror psicologico che è rinato”, qualcun altro più “bigotto” brucerà la pellicola in pubblica piazza come negli anni ’70 o vi dirà che il regista “ha fatto una malevola furbata, cercando di stimolare le giovani menti in senso negativo.”. Ma questo film va visto per quello che è: horror thriller psicologico. Sottolineo, PSICOLOGICO. Come avete potuto notare, mi son ben guardata dal descrivere alcune scene. E non perché non ce ne siano, ma perché in realtà è tutto un gioco di angosce e turbe, sfruttando l’ansietà che ci prende nel momento.
Attenzione: da non vedere a Natale con i parenti, o con la ragazza che cercate di rimorchiare. Assolutamente no. Non chiedetemi il perché, guardatevi il film e poi mi direte: “avevi ragione”.

-Annù

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9 pensieri su “[Recensione] A Serbian Film.

  1. Io non riesco a capire l’utilità di recensire film di questo tipo, film senza nessuna originalità, vuoto nel suo voler mostrare solo sangue e violenza gratuita. Certo è un manifesto della crudeltà dei giorni nostri, ma non è niente che Hostel o, ancora prima, The Texas Chainsaw Massacre (anzi cito pure quello schifo targato Rob Zombie chiamato the devil rejects), abbiano già descritto con la stessa o meno crudezza. Non è che perché è fatto in Serbia e abbia la serbia nel titolo possa giustificare l’inutilità. Tralasciamo il mio gusto per l’horror tra anni 60 e anni 80 che non mi permette di apprezzarlo appieno, ma questo è un film fatto per divertire chi ama vedere gli altri soffrire. Non è un film che faccia riflettere, che da un messaggio potente come poteva fare la notte dei morti viventi di Romero che ci mostrava l’estremo limite del concetto di massa… Ed è il motivo principale per cui ghettizzo parecchio questo genere di film, non ha senso. Prima gli horror nascevano per incutere nello spettatore il terrore, l’ansia, il disagio verso l’estremo, e ci si riusciva pure con pochi mezzi. Ora è solo per far passare 2 ore di relax!!! pur ammettendo che certi momenti penso anche io all’horror come una valvola di sfogo, non lo nego, ma non lo trovo assolutamente giusto dover sfornare per forza ventimila cose identiche senza un pizzico di originalità.

    • innanzitutto grazie per aver letto la recensione 🙂 comunque guarda che forse la stai vedendo un maniera un pò troppo critica, vedendo i cult come pilastri portanti per questo genere che è, ok, horror ma classificabile forse tra i thriller di tipo psicologico. Soprattutto perchè, permettimi di dirlo, la cinematografia è vasta e varia. Non dico che questo è un genere assoluto e va “celebrato”. E’ un genere. E va apprezzato per quello che è. Tu dici l’ansia e il terrore di alcune scene di film vecchi erano molto meglio, è vero. All’epoca cmq dovevi far scalpore rimanendo in bilico tra “eccezionale” e “non istigare la moralità di massa”. Hostel è un film anche molto azzardato, ma è quello che se l’avessi visto negli anni ’70, avresti definito trash o classificato in malo modo. O mi sbaglio? io cmq ti consiglierei di vederlo, soprattutto perchè mi sembra di capire che non l’hai visto. E’ un film che non ha la pretesa di essere un film originale o all’altezza dei cult, è un film che come ho scritto vuole sono scandalizzare e scuotere un pò l’animo sensibile delle persone.

      -annù

    • te lo consiglio solo se hai da perdere una serata con un film particolare, ma per quanto mi riguarda tutti i film (anche quelli che non ci convinceranno mai) vanno visti. Più altro, alla fine accentuano di più la nostra opinione in merito. (o potrebbero anche cambiarla, chi lo sa 🙂 )

      • Non credo che tutti i film vadano visti, alcuni (vuoi per il genere, per i protagonisti o, che so, per la regia) sono incompatibili con i gusti personali e certo, non sarà un tremendo sacrificio vederne uno ma, alla fine, perché? Se una cosa sai che non ti piace, non ti piace. Per dire, io un cinepanettone di Boldi oggi (ma pure ieri) non lo vedrei mai!

  2. Pingback: Pedofilia e turismo sessuale. |

    • Se tu fossi un regista, e avessi fatto un film del genere, per la massa di persone che rifiuta questo film, non la metteresti anche in chiave politica pur di farlo apprezzare?

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