Homo Tipicus Nerd.

Fonte: gamespot.com

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Questo vuol essere un articolo diverso dagli altri. Guardandomi bene attorno, ho potuto notare quanti abusano del termine “nerd”. E visto che i concetti e i modi d’essere diventano sempre più personalizzati (o più commercializzati) andiamo a definire meglio questo losco figuro (QUELLO “ORIGINALE”). Come accompagnamento musicale, immaginatevi la soave melodia del mio amatissimo Johann Sebastian Bach, “Aria sulla 4^ corda”, in perfetto stile “Super Quark”.

 

Il sole spunta e splende oltre gli alberi e illumina le loro fronde, mentre qualche fringuello augura a tutti il buon giorno con il suo fischiettare allegro e armonioso, e plana su balconi e finestre di grandi palazzi. Siamo in città. E così come la natura inizia il suo tran-tran quotidiano tra balconi e palazzi, anche l’animale più sviluppato, ei fu uomo di Neanderthal, inizia la sua giornata come quella di tutti i giorni lavorativi, cercando, come tutto il genere animale, di sopraffare il più debole, e raggiungere il posto migliore in metro o sul treno, o sul bus. Tuttavia c’è una tipologia animale, di cui oggi andiamo a parlare. Alcuni dicono discenda da una sottospecie di bradipo con l’unica differenza di avere un’inclinata curiosità per gli oggetti elettronici, ma molti l’associano al mammifero umano. Dopo l’homo erectus, ecco l’Homo Tipicus Nerd, lo ammiriamo divinamente nel suo giaciglio mentre russa talmente tanto da riuscire a deprimere persino gli usignuoli che poggiano sul davanzale della sua finestra. Tanto lui non li ode, poichè l’Homo Tipicus Nerd inizia la sua giornata quando il sole è allo zenit, e quando gli uccellini hanno smesso ormai di cantare. Viene svegliato da qualcosa, magari i morsi della fame. Ed ecco che si apre la porta della sua stanza e spunta lui. Uomo, sulla trentina, stempiato ma con i capelli lunghi fino alle spalle sui lati (spettinati, c’è ancora incastrata magari una patatina al formaggio della settimana scorsa), segni evidenti di anzianità precoce sul viso, movimenti lenti, livello bradipo. In mutande, rigorosamente boxer a metà coscia, occhialoni con il quale può trasmettere ancora la tv catodica che coprono le borse sotto gli occhi che oramai son marcate Prada. Corpulento, rotondo e goffo, si dirige verso la “stanza del cibo”, come lui è solito appellare, cercando d’evitare accuratamente la luce diretta del sole. Eccolo che s’appropinqua verso il tavolo della “colazione” pur essendo ora pranzo, urtando quanti più mobili possibili. Tanto visto la sua immane peluria non riporta danni o ferite.
Entra in cucina e agguanta una sedia, ci si siede sbracatamente e attende che qualcuno gli prepari un pasto e lo porga davanti a lui. Se nessuno è in cucina, diventa attento come un suricata attendendo anche ore, fermo, immobile, cercando di non far percepire nessun movimento. Ma quando finalmente un altro essere vivente varca la cucina, come un cucciolo indifeso, guarda con occhi dolci il mal capitato di turno in grado di cucinare e lo SUPPLICA non verbalmente di passargli qualcosa di commestibile. Solitamente è la mamma, con la quale convive fino al 40° anno di vita. Dopo aver dato l’illusione di un movimento confuso sul piatto, senza usare neanche le posate, il nerd torna in tempo record nella sua camera.
Come un coniglio che sfugge ad un fugace predatore, entra veloce e silenzioso nella sua tana che si presenta buia, con aria viziata e con le finestre iperchiuse, sprangate come se ci fosse una tormenta. Il nerd evita accuratamente la luce del sole, per paura di scottarsi o di esserne accecato (fonti non attendibili dicono sia fotofobico). Disordine e caos prendono piede in ogni angolo, e lo si può vedere solo grazie alla luce dei tre schermi sempre accesi del computer iper aggiornato. Si può distinguere un giaciglio in quel buio e caos, ma disfatto da così tanto tempo e coperto da videogiochi, joystick, joypad, microfoni, cuffie, il vaso di pandora, vestiti da adulto smessi da una vita, stoviglie, un computer distrutto, un pela patate, una console, una vecchissima console, solitamente un Commodore, il GameBoy, la dentiera della nonna. Una sedia, un armadio, solitamente pieno di videogiochi, due scrivanie, una per la postazione pc, l’altra per la postazione videogiochi. La sedia, rigorosamente girevole, è piazzata tra le due scrivanie in modo da potersi girare se si ha voglia di giocare alle due privilegiate console, la PS4 o l’XBox (ce le ha entrambe). I muri oltre ad una finestra senza tende, presenta due qualità di poster, magari quello di un hard disk senza cover di copertura, pari ad una donna nuda per l’homo erectus, e il poster di Bill Gates, o Steve Jobs. 
Sempre in mutande, il nerd classico, VIVE su una sedia. La sua maggiore attività si divide tra computer e console. Il computer, ultimo modello magari assemblato da sè, contiene ogni tipo di programma sfizievole per un nerd, WinRar, WinZip, Nwap, Msdos, se non c’è quello il computer non serve; ogni tipo di browser, ogni tipo di antivirus, ogni tipo di programma per programmare; giochi, online e non; le icone sul suo pc occupano così tanto spazio sul desktop da non riuscire neanche a vedere lo sfondo. E così, guardando con occhi spiritati quanto quelli di un daino abbagliati dai fari della macchina, inizia a pigiare tasti senz’adocchiare neanche per un attimo la tastiera, evita di sbattere le palpebre per paura di perdere tempo. Passando da un programma all’altro, “smanetta” cercando di programmare qualcosa di così ingegnoso e informatico che forse comprende solo lui o qualcun’altro della sua specie. Si vedono solo stringhe di 2000 caratteri digitati senza neanche mai staccare gli occhi dallo schermo. Dopo circa altri 4 milioni di caratteri, il nostro solerte lavoratore va in cerca di qualche gioco, i preferiti sono Magic (rigorosamente on-line), WoW, Metin2, Dungeons&Dragons (sempre online) o qualcosa che tendi tra i GDR e MMORPG. Lì l’Homo Nerd, socializza con i suoi simili, con altri nerd come lui (o alle volte peggio), ed è il suo unico modo di socializzare.
Combatte in giochi online di guerra, con i suoi commili-nerd, (commilitoni nerd) e il suo scopo è quello d’ottenere sempre più gratifiche virtuali, non solo nello stesso gioco, ma anche come programmatore, tanto da diventare la persona più importante, della sua stanza, e così da ottenere il rispetto del resto del branco online, in modo tale che per gratificarlo del raggiungimento dell’obiettivo, gli altri nerd, lo nominano capo branco alfa, e capitano delle loro prossime 20 campagne. Ed eccolo lì, tronfio e orgoglioso, con cuffie e microfono, guida i suoi similari commili-nerd alla sconfitta del boss del livello virtuale.
Gli accoppiamenti di questo timido essere vivente, sono rari. Poichè la vita di coppia non è essenziale per il nerd classico, nella realtà s’intende. Per lui la vita sociale che si crea su The Sims, o WoW è abbastanza gratificante da non sentire neanche il bisogno di uscire dalla sua stanza, per cercare un partner femminile della sua stessa razza. Quella è una realtà che non gl’interessa, la “realtà quadrimensionale”, come lui preferisce chiamare, non è abbastanza interessante. E le belle donne che gli si avvicinano solo fatte di microchip e circuiti, fili e ingranaggi. Per lui non esiste niente di più eccitante di una scheda video, ultimo modello, in grado di supportare l’uscita dell’ultimo innovativo video gioco. Una schermata di programmazione già avviata, per lui, è il pari a Sasha Grey nuda su un divano per l’uomo comune. Spinto da un senso di superiorità e disdegnazione per il genere umano, reputa tutti gli esseri viventi (compresi gli animali) pari a 0 o < di. E con il suo aspetto acido e antipatico, non solo tiene lontano chiunque voglia socializzare spontaneamente con lui, ma lo porta a considerare più importante un processore appena uscito, che rapportarsi con altri organismi pluricellulari inetti. Gli unici rapporti sociali possibili, devono avvenire attraverso una schermata di chat. Non esiste uscire fuori a socializzare, e il massimo di dialogo tipico con qualcun’altro (solitamente nerd anche lui) è:

“ secondo te se porto il mio sutra a livello 94, riesco a recuperare le perle di giada giù dal missionario?” oppure: “è uscita la nuova espansione di WoW.”.

oppure ancora:“ oggi ho castato una spell contro i mezz’orchi.”

e:“ il mio colore preferito è #F0000 ma anche #3453C non è male.” (se l’avete capita, forse siete dei nerd anche voi)

“ hai visto il nuovo processore Pentium 2383248, con 23.5 mghrz, scheda Intel23493, jweipwpen nwieuf wnje.”

“con il MS Dos son riuscito a fare < del / cd/ z < PARENTESI QUADRA > qw DSMFSFMKL/ DECELL… DHHKDLEWFK.”

(no, non ho un principio di ictus. Ma il linguaggio del nerd è spesso incomprensibile per l’essere vivente comune. Ecco perchè colgo l’occasione per informarvi della nuova uscita di dizionari da noi prodotta, ITALIANO-NERD, NERD-ITALIANO. Prossimamente in edicola.). Ma se mai vi dovesse partire l’assurda idea di socializzare con questa tipologia di nerd, sappiate che ci sono molti ostacoli da superare, almeno 10 insediati da lui, (compreso il suo puzzo) e se mai doveste riuscire a superare anche il 10° livello, ecco qualche dritta per voi, per non rovinare tutto all’ultimo momento:
MAi dire: “ Il Signore Degli Anelli fa schifo, Non si capisce niente ed è forse il più brutto film che abbia mai visto.” Non vorrete procurargli un infarto, vero?
Mai dire: “ sei un nabbo. “ nel linguaggio comune è peggio di un insulto sulla propria madre.
Mai dire: “ Linux è uno schifo. Meglio Windows.” Lì, giusto per rimanere in tema, mandate in crash il sistema (nervoso) del nerd.
“ World of WarCraft fa schifo. E’ meglio Dark Souls.” Saranno le vostre ultime parole.
“ ma non puoi pulire ogni tanto?” Voce eco della mamma che prova a instaurare un approccio. Ma il nerd non ascolta, sopratutto per il tappo di cerume formatosi nell’orecchio.
Come avrete potuto ben capire, l’unica pulizia (o igiene che conosce) è quella sul suo pc. La pulitura disco è la sua unica pratica pulitrice utilizzata di frequente. Ecco anche spiegato perchè quasi nessuno gli si avvicina. Ma è una forma di auto difesa contro i bipedi più forti di lui. Come anche nei roditori, il puzzo è un indicatore di putridume: più puzza, più è molto probabile sia morto. E così, evita ogni possibile perdita di tempo, quali socializzazioni inutili e le docce. Il suo bisogno di programmare è diversamente proporzionale al suo livello d’igiene.
Altra perdita di tempo potrebbe essere la musica, perciò non segue le tendenze musicali, e preferisce ascoltare qualche vecchia melodia di qualche gioco 8bit o decantarsi da solo le sue vittorie in ambito games. “Piuttosto che ascoltare le 1000 frequenze contenute in un file audio, preferisco il suono di mille mitragliatrici che killano un sacco di nemici.” (testuali parole).
Perciò torna a giocare, programmare, killare, hackerare, o alle volte “nerdare” su serie tv e film. (= NERDARE: termine inventato per indicare la tipica attività dell’homo nerd). Non si perde una sola serie tv di nicchia, ma nessuna serie tv sarà comunque mai all’altezza di Star Trek, o ultimamente, di Lost o Breaking Bad. Come d’altronde nessuna saga cinematografica sarà mai all’altezza di Indiana Jones o Star Wars. Ma lui, con lo stesso sguardo fisso e attento da suricata, fissa lo schermo del suo computer senza neppure un battito di ciglio.
Ma uno stacanovista come lui, si accorge tardi che la luna è alta nel cielo, e la fame gli attanaglia (di nuovo ) le viscere. Va alla ricerca di qualcuno che gli procuri anche del cibo. Peccato che la sua nutrice non c’è ad un ora così tarda (o magari era presente quando lo chiamava a squarcia gola per la cena circa 3-4 ore prima.) Ora deve procacciarsi il cibo da solo. E’ arrivato il momento per l’homo nerd di cacciare. Esce dalla sua stanza, con le mani lungo i fianchi, incurvato, con l’aria di chi è già sotto attacco, o pronto a fuggire. Eccolo lì, in agguato sulla soglia della cucina. Nella penombra notturna di una stanza illuminata solo da una luna lontana, il nerd aguzza la sua vista notturna, immedesimandosi quasi in uno dei suoi miti, tale Max Payne, scruta con attenzione gli stipetti, i cassetti, le tende, il tavolo, le sedie. Tutto commestibile per lui che vuol solo tornare a premere polpastrelli su piccoli cubi di plastica letterati. Al buio si muove, struscia come una serpe tra i mobili e le sedie. Eccolo che prende al volo qualcosa, apre uno stipetto, apre un cassetto e il frigorifero. E’ tutto un movimento veloce, non si riesce a capire cosa faccia, è una macchia scura che si muove nel buio. Alla fine si sente qualcosa simile al fruscio di una tenda, e odi il suo scalpitare rumoroso, pari allo sgambettare di un T-Rex e capisci che è ritornato nella sua stanza. Il nostro disattento e insicuro cacciatore, si chiude la porta alle spalle. Si appoggia con la schiena contro la porta, abbassa lo sguardo, e dopo aver superato le macchie di senape e ketchup del panino della settimana scorsa lungo la sua maglia, guarda il suo bottino: è riuscito a prendere una ciotola da latte, ma l’ha riempita con le prime cose che è riuscito ad afferrare: chiodi di garofano, wurstel crudi, e le foglie della pianta d’aloe che faceva da centro tavola in cucina. Spicca un’acre fraganza di curry, trovato per caso nel cassetto, tra le posate. Il nostro nerd guarda la ciotola, fa cadere qualche lacrima silenziosa sulla maglia color bianco sporco e mentre cerca d’evitare l’accurato ammassarsi di stoviglie e di vestiti sporchi in più parti della stanza, raggiunge ancora il suo trono e inizia a mangiare come se niente fosse il suo “lauto” pasto, con l’unica contentezza di poter continuare a premere tasti di un computer solitamente a più schermi. Ed eccolo lì ancora imperterrito che continua a programmare, giocare, smanettare fino a quando non sente il bisogno di riposo, che normalmente equivale a 12 ore al giorno, perciò se il giorno dopo incombe una battaglia importante con i suoi adepti, di solito si avvolge una coperta addosso e dorme sulla sedia. Altrimenti opta per il suo giaciglio, e ci si posa così violentemente sopra da far sentire il puzzo anche i vicini del piano di sotto, che più di una volta hanno chiamato i carabinieri per paura che quell’odore fosse di cadavere.
Questo reportage, è stato ricavato nel giro di 15 anni. I miei 7 anni di ricerche si sono concentrate non solo nelle dichiarazioni di testimoni, ma anche di intercettazioni telefoniche, tecnici finiti in casa di cura dopo aver avuto a che fare con l’homo nerd, e sono andata incontro a diverse razze di nerd: HOMO NERDICUS-CARD Magic, HOMO NERDICUS Fumetti MARVEL & DC, HOMO NERDICUS OTAKU, fissato con i manga; HOMO NERDICUS COSPLAYER, uno dei più temibili, sopratutto quando lo si incontra ad un raduno simile al Comicon, o al Lucca Comics. Vi auguro di non andare mai a festival del genere, lì tutti i nerd si agglomerano in una macchina assassina unica a cui hanno dato il nome di MegaCrash Nerdoid. Al posto della testa della macchina, vi troneggia l’Homo Tipicus Nerd, il capostipite della sua specie. Per via delle sue temibili caratteriste sia fisiche, ho omesso per la vostra sanità mentale di parlare delle sue unghie ad artiglio, e quelle mentali: è in grado di farvi scoppiare la testa con il suo blaterare, è stato catalogato tra gli animali più letali. A pari merito con la tigre, lo squalo, il leone, Brunetta, la Merkel.
Purtroppo, il mio fotografo, ahimè è stato colpito d’infarto dopo 7 anni di postamenti ininterrotti pur di avere una foto di un nerd. Ancora oggi mi è stato impossibile reperire una sua istantanea visto il poco tempo che passa fuori dalla sua stanza. E le mie ricerche continuano, anche se credo che i nerd mi stiano seguendo visto i miei studi esasperati negli ultimi 4 anni. Sopratutto perchè credo di essere riuscita a comprendere il loro segreto. Sperando che prima non riescano a prendermi, il loro segreto è racchiuso nel sakerknkwj n.

Con ironia,

Annù

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