#JesuisCharlieunpaiodiscatole.

fonte: web

fonte: web

Bene, questo sarà un articolo opinionistico. Rabbioso, antipatico, acido. Sempre sulla situazione francese. Chi non ha voglia di leggere può benissimo lasciare questo blog, perchè voglio uscire un pò dai ranghi e dire l’opinione di una 24enne che vede ipocrisia dovunque si giri.

Alla fine della fiera, sono state uccise quasi 50 persone, oltre i morti e i feriti gravi. Ma ecco, l’odio ci ha unito. Esatto. Abbiamo avuto il sostegno del popolo. Già. Parigi, 11 Gennaio, tutti in ” Place de la République.” 3 milioni di persone, soldati, famigliari delle vittime e i capi di stato di tutta Europa, scesi in piazza. Tutti a braccetto. Hollande abbraccia tutti, ringrazia tutti. Per manifestare, la libertà di pensiero. Certo. Sostegno, ci serve. Perchè prendere dei provvedimenti per la violazione dei diritti umani, non è la cosa giusta da fare, vero? Ma forse sono solo io la visionaria, quella che pensa ” cavoli, da circa 11 anni ad oggi, sono morte circa 10 milioni di persone. Non pensiate sia il caso di prendere in mano la situazione? ” No, Ma noi manifestiamo. Scendiamo in piazza, mille cartelli per manifestare per la libertà di dire il nostro pensiero. La libertà di satira, giusto. Ma quanti di tutti quelli scesi in piazza appoggiano sul serio la libertà di pensiero? Quanti sul serio appoggiavano le battute pungenti e crudeli e fuori luogo, antimoralistiche di Charlie Hebdo? In quanti tollerano le vignette sarcastiche da parte di laici sui credenti? E in quanti si professano atei o anche laici e agnostici, e sono i primi che segnalano pagine contro la religione, su Facebook? Perchè, vi fa schifo lasciare i pensieri degli altri lì dove sono? Ti urtano? Vengono a mangiare a casa tua? Sei tu moralista. Che professi tanto di essere tollerante e poi sostieni i giornalisti di Charlie Hebdo. Manifesta per qualunque altra cosa, perchè sei contro l’omicidio, per legalizzare l’erba, perchè ti piace passeggiare, ma non mi dire che sostieni la libertà di pensiero. Perchè sono pochi quelli che sul serio accettano le idee degli altri e la rispettano.

Sopratutto in Italia. Nessuno. può. essere. sul. serio Charlie, perchè nessuno può avere, permettetem l’espressione, le palle quadre di affrontare simili idioti che non riescono neanche ad organizzarsi tra di loro, figurati capire un testo sacro o una vignetta. C’è bisogno di coraggio per affrontare gli estremisti islamici, ma uno di loro era italiano e si chiamava Fabrizio Quattrocchi.

Je voudrais etre Charlie. Vorrei avere anche io il coraggio di pubblicare satira, e di fare ciò che hanno fatto loro e molti altri, affrontando la morte ma accompagnati dalle loro idee, che non moriranno mai.

-Annù

Annunci

4 pensieri su “#JesuisCharlieunpaiodiscatole.

  1. E’ una situazione tremendamente complicata. Non oso esprimere pareri: non c’è una risposta semplice a un problema complesso
    Baci

    • Anche io ero molto restìa a scrivere un articolo sull’argomento. Ma alla fine credo sia giusto schierarsi, sopratutto perchè credo che questo evento abbia toccato nervi profondi in tutta Europa. E credo che ognuno abbia una mezza idea da che parte stare.

  2. Scusa il ritardo. Sono completamente d’accordo con te. E ti dico anche di più. L’intolleranza da noi non si manifesta con sparatorie, ma a me piace ricordare che la gustosissima imitazione di Papa Ratzinger di Crozza è stata fatta cessare. A casa mia questa si chiama censura.
    Detto questo, aggiungo anche un’altra cosa. La satira deve rispettare il pensiero altrui. Magari usando ferocia, come dice Fo. Ma con rispetto. Se nel Corano è chiaramente scritto che il Profeta non può essere rappresentato in immagini, farlo, e farlo in una vignetta umoristica è una offesa gravissima. Pari a quella di bestemmiare. Ecco io non troverei satirica una vignetta con una bestemmia. Nonostante il mio rapporto col sovrannaturale sia assai più complesso di quanto prescritto da qualunque religione, e nonostante il mio rapporto con la Chiesa sia di fastidio profondo. Quella vignetta la troverei gratuitamente offensiva. Se vuoi fare della satira sul terrorismo islamico non c’è bisogno di raffigurare Maometto. Ce n’è d’avanzo su tutti gli usi e i costumi, per potersi fare una risata senza offendere nessuno. La mia non è intolleranza, ma la declinazione della vecchia massima “la mia libertà finisce dove comincia la tua”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...