La strage di Jonestown.

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Ci troviamo in America, negli anni ’50. La nazione è nel suo periodo d’oro, non solo economicamente parlando, ma anche intellettualmente. Ed è proprio in questo periodo che ognuno si sente libero di manifestare le proprie idee e di cercare accoliti, creando delle sette. Una di queste sette, che è rimasta come una cicatrice sul volto dell’America, si chiamava “ il tempio del popolo.” Ma torniamo indietro. Nato come un movimento laico di volontariato, è stato ideato nello stato dell’Indiana nell’anno 1955, chiamato “ Ali della liberazione.” Ma quando untale Jim Jones, si auto proclamò pastore del movimento, cambiò il nome in “ il tempio del popolo”.

 

Fonte: web (Il pastore Jim Jones)

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(Il pastore Jim Jones)

Fece così tanto scalpore che solo nel 1965, riuscì ad avere membri attivi che vivevano in comune con altri seguaci, principalmente emarginati e minoranze etniche. Ma in seguito prese l’impronta di una setta che praticava la mescolanza tra il cristianesimo e un comunismo stalinista.

Il movimento ebbe una svolta concreta nel ’76. Jim, sostenne la candidatura a sindaco di San Francisco dell’allora candidato George Moscone. Alla sua elezione, Moscone indicò proprio il pastore per ricoprire la carica di “assessore”, in America più precisamente era “ Commissario degli Alloggi”. Questo diede la possibilità a Jones di poter avere più introiti da investire sul suo progetto d’ampliamento della setta. E fu solo allora che si scoprì il vero scopo di questo movimento.  L’intento di Jim in realtà era di stampo utopistico. Voleva creare una società in grado di eliminare il razzismo regnante negli USA, creare un rapporto di fratellanza e tolleranza e che sarebbe stato in grado di sconfiggere il materialismo.

E voleva iniziare creando una piccola comunità. Così, mentre a San Francisco iniziò a girare la voce che il nostro “ amabile ” pastore compiva attività politiche illegali e abusava i suoi stessi adepti, decise di acquistare un terreno nella giungla nel Guyana. In questa giungla Jones, portò i suoi adepti, sia per allontanarli da ulteriori indagini, sia per un “ progetto agricolo ”. E’ il 1974.

Il progetto agricolo nient’altro era che un lavaggio del cervello in stile “ corea del nord” : i membri venivano indottrinati e chi fuggiva, era considerato un disertore ed era punibile.

 

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Ma non passavarono di certo inosservati certi eventi. In molti i parenti dei discepoli, che ritenevano che i loro cari fossero tenuti sotto scacco e costretti contro la loro volontà. E ben presto il congresso statunitense prese provvedimenti: è il 18 Novembre 1978 quando il deputato Leo Ryan, accompagnato dai giornalisti e alcuni parenti dei membri, si fa strada verso il tempio del popolo. Ma prima della partenza in aereo, colpi di pistola vennero sparati su tutto il gruppo, compreso il deputato. Cinque le vittime, tra cui proprio Ryan, unico deputato in servizio ad essere assassinato. Venuto a conoscenza dei fatti, Jim Jones convocò un’assemblea generale. In questa riunione venne deciso l’ultimo grande provvedimento.

E per far rimanere nella storia la sua decisione, registrò un video a nastro. In questo video avanza la richiesta ai membri del movimento di effettuare un suicidio di massa per la gloria del socialismo. Ma ciò che c’è di assurdo è che, in realtà, non fu neanche lo stesso Jim a proporlo inizialmente, ma bensì circolava la voce di un suicidio di gruppo già da mesi , idea che venne condivisa da molti degli oratori che parlarono durante la riunione.

Fu così che iniziò la vera strage. In molti, come Jim Jones e la sua consorte, si spararono alle tempie. Insieme a loro anche molti membri del movimento, e chi non accettava la decisione, veniva fucilato. In molti le madri che con l’uso di cianuro, avvelenarono spontaneamente i propri figli, poppanti o neonati. Il ritrovamento dei corpi fu a dir poco inquietante. Se all’inizio fare un censimento dei cadaveri fu difficile, alla fine delle due settimane di ricerche fu devastante: 909 corpi ritrovati, alcuni in stato di decomposizione già avviato.

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Corpi mutilati, avvelenati, trafitti da frecce, uccisi mortalmente da colpi di pistola. Fattore indicativo molti si erano uccisi tra di loro. Oltre all’episodio delle torri gemelle, e le vittime causate da catastrofi naturali, questo è stato l’unico episodio in cui l’America ha visto morire il maggior numero di cittadini in tempo di pace. I 120 superstiti descrivono il campo come un misto tra prigionia e progetto utopistico ben riuscito. Non vi erano più differenze raziali, e inoltre l’isola era un bucolico paesaggio felice. I fuggitivi erano pochi, e non solo perchè i controlli erano tantissimi. Ma oltre alla paura delle feroci punizioni per coloro che scappavano e ricatturati, era il voler continuare A RIMANERE in quel posto, di propria spontanea volontà che non lasciava spazio all’idea di fuga.

Ennesimo esempio di fanatismo religioso. Anche se qui stiamo parlando di circa, 40 anni fa. E oramai i tipici santoni americani non fanno né audience, né più effetto. Quelli americani, s’intende. Sappiamo bene che in molte parti del mondo, le sette prendono piede dall’oggi al domani. E se oggi sono in due, domani sono in quattro, e poi diventano otto e nel giro di un mese siamo già a cento anime.

Ma alla base di questo, esiste ciò che spinge una comunità a compiere atti estremi, per via della convinzione che ognuno si crea, o gli viene imposta. Di un ideale in cui si identifica, s’incarna letteralmente in maniera esasperata. E quando si arriva a certi “ estremi ” non servono più lavaggi del cervello. Viene tutto in automatico.

La morale della strage? Non basta un numero come 909, che possiamo tranquillamente arrotondare a mille considerando le guardie suicide, per estrapolare la nostra personale opinione?

Anna.

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