[Recensione] Interstellar

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Forse il film più criticato dell’anno. Eppure al Festival del cinema di Cannes 2015 aveva fatto furore. Scroscii di applausi per i 169’’ del film di Christopher Nolan. Eppure, ha avuto la sua dose di critiche per via della sua trama poco innovativa, le leggi della fisica non rispettate e sui dettagli che sono molto “fini a sé stessi”.

La trama invoca la già vista famigliola senza figura materna, dove Mattew McGonaghew, ex pilota, è la padre libertino e per niente severa. I figli lo adorano, ma quando nella stanza della più piccola, Murphy, iniziano a verificarsi strani fenomeni, in cui il padre ci si imbatte. Cooper, il padre, inizia ad analizzare quello che sono chiari segnali, che dice essere lasciati da “un fantasma”. I segnali lasciati da questo ipotetico fantasma, sono in realtà delle coordinate, che portano ad una stazione spaziale segreta. Incontrando il Professor Brand e sua figlia decidono di ingaggiarlo per una spedizione nello spazio. Lo scopo è quello di trovare un altro pianeta dove far vivere l’umanità dopo che la Terra sarà ridotta in cenere a breve per *motivo imprecisato* . “Devi salvare il mondo, Cooper. Per la tua famiglia.” Lui parte contro il volere della figlia, contraria perché ci vorranno anni per rivedere il padre. Tuttavia, spinto dal senso di dovere, Cooper inizia un epico viaggio di circa un’ora e mezza che porterà lui e pochi privilegiati impersonati da attori come Anne Hathaeway, Matt Damon e Wes Bentley presso diversi pianeti dopo un buco nero, nei pressi di Saturno. I pianeti, già vagamente esplorati da altri astronauti in passato, sono lontani anni luce e in cui distanza e tempo non importano quando il tuo cuore è sempre a casa, con tua figlia e figlio. Il tempo non passa per Cooper ma sulla Terra sì, e sua figlia lavorerà tanto e tanto pur di ri incontrarlo.

La trama va spedita per via delle convincenti rappresentazioni degli attori. L’interpretazione dei protagonisti è eccelsa, e McGonaghew ha incarnato il ruolo perfetto di padre, non nascondendo le debolezze neanche nel suo lavoro d’astronauta/pilota: la paura. Anne Hathaway, che subito dopo ‘Les Miserable’ si pensava non riuscisse ad essere migliore di così, ci ha stupiti ancora. Wes Bentley, Michael Caine, Jessica Chastain sono attori che ricordiamo per film degni di nota ed hanno fatto un lavoro pari alla loro fama.

La colonna sonora non poteva che non essere curata da Hans Zimmer, che non ha certo bisogno di presentazioni. Zimmer aveva già curato il sonoro della trilogia di Batman e di Inception. Corde e organi danno vita ad un lungo metraggio che ti accompagna dolcemente nella trama, il solito magnificente effetto che fanno le colonne sonore di Zimmer.

Ma dopo la storia, il cast e la musica, sono piovute sul film e sul regista decine di critiche per via delle molte lacune teoriche a livello scientifico. Come già detto, il motivo per cui bisogna abbandonare il pianeta, non viene detto. Le teorie basilari della fisica, sembrano quasi non esistere: non vengono violate, vengono VIOLENTATE. A scuola ci insegnano che il buco nero risucchia tutto: pianeti, luce solare, suocere… Tutto. Ed è un incognita enorme cosa ci sia al di là. In compenso, sui pianeti visitati la gravità esiste, sono illuminati a giorno, e lo si può attraversare come se fosse il tunnel dell’amore.

Malgrado ciò, tutte queste teorie sono state spiegate da Kip Tohrne, studioso e scienziato che ha pubblicato un libro su “The Scienze in Interstellar”. Il libro, uscito lo stesso giorno del film, serviva a spiegare tutti quei dettagli scientifici che vengono curati nel film. Letto quel libro, anche gli scienziati più rinomati hanno ritrattato le critiche esposte sulla pellicola.

Ma d’altronde è SOLO un film. Mettiamoci anche delle virgolette per il… “solo”. Quello che Nolan voleva sottolineare con il suo esposto non era ritrattare in chiave del tutto nuova, le conoscenze fisiche astronomiche. Ha esposto un modo per farci sognare quell’infinito in cui molti nascondo le domande di una vita, quel soffitto di galassie che molti ambiscono. Riuscendo a coinvolgere anche coloro che hanno troppo i piedi per terra, Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher grazie ai loro effetti speciali che ha fatto guadagnare una statuetta al film, hanno trasportato milioni di spettatori nello spazio infinito, verso l’impossibile e il pauroso infinito.

Nel costrutto della storia credo che il regista volesse sottolineare quanto sia importante l’amore per la famiglia e l’altruismo per esso, ed il punto focale svolto al centro di una tematica SCI FI, curandosi relativamente poco della fisica. Jonathan e Christoper Nolan, rispettivamente fratelli, hanno elaborato solo un modo per poter lanciare il loro nuovo film che uscirà nel 2016. D’altronde, la pubblicità, anche se cattiva è sempre pubblicità, giusto?

– Anna

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Un pensiero su “[Recensione] Interstellar

  1. Sono appassionato di fantascienza da sempre, e questo è l’unico film in cui il paradosso temporale sia spiegato è rappresentato in modo credibile. Oltre alla fantastica interpretazione di tutti gli attori.

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